05 Aprile 2021

Louis Vuitton cambia la sua boutique in libreria, giusto il tempo di un confinamento

Louis Vuitton

Consuetudinaria di librerie effimere, la marca di pelletteria Louis Vuitton, diversificata nel mondo della moda, non fa le valigie. La boutique di Saint-Germain-des-Prés, piuttosto che restare ferma – in quanto commercio non essenziale – tramuta. Abile: oramai, è possibile scoprire l’insieme delle apparizioni dell’Edizione LV, con la selezione di opere “per un viaggio attraverso i libri”.

Parigi, Praga, Roma, arte di vivere, o ancora fotografie, belle arti ed architetture: Louis Vuitton espone i suoi più bei fronzoli editoriali. Nella boutique installata dal 1995, nel quartiere di Saint-Germain, il gruppo LVMH rivendica i suoi legami con l’editoria: sia che si tratti del premio Françoise Sagan, o l’organizzazione delle dediche, la boutique accoglie regolarmente i suoi libri tra le proprie mura.

Evidentemente, la presenza di LVMH, nel capitale della holding Madrigall (Gallimard, Flammarion, Casterman), è un’ulteriore forma d’impegno, volta più al commerciale. Come Arléa, la casa editrice, era stata salvata dal fallimento, in tempo, dal gruppo di Bernard Arnault. Si notano ugualmente gli investimenti nel gruppo La Martinière-Le Seuil, da parte della famiglia Wertheimer, prima dell’acquisto delle società da parte di Média Partecipations. Ed inoltre lo stesso Bernard Arnault, ad oggi implicato nelle vicende attorno Lagardère, assieme a Vincent Bolloré.

Ma qui sono ben i libri ad essere al centro del progetto: tre collezioni di un centinaio di opere compongono il catalogo delle Edizioni Louis Vuitton: City Guide (guide turistiche), Travel Book (carnet di disegni) e Fashion Eye (album fotografici). E questi ultimi ornano la boutique parigina “accompagnati di edizioni di artisti realizzate in serie limitata, firmate e numerate, prodotte con degli artigiani e tipografi rinomati, esclusivamente disponibili nei negozi Louis Vuitton”, indica un comunicato.

I legami con Gallimard riaffiorano peraltro, dal 2012, dopo l’ingrandimento del negozio, e l’apertura di uno studio di scrittura. Vi fu presentata ovviamente, la raccolta “La Malle”, pubblicata da Gallimard, firmata da 11 scrittori francesi, tra i quali Marie Darrieussecq, Virginie Despentes, David Foenkinos e Yann Moix. Louis Vuitton partecipa ogni anno al percorso Saint-Germain, confermando il suo ancoraggio culturale presso la Rive Gauche.

Ma questa non è la prima iniziativa della casa di moda riguardo libri ed editoria. I libri hanno da sempre beneficiato di una posizione di rilievo nella storia della casa. Gaston-Louis Vuitton (1883-1970), nipote del fondatore, era egli stesso un grande amatore dei libri d’arte e di letteratura. Bibliofilo illuminato, fondò tre società di bibliofilia ed intrattenne rapporti con editori, illustratori e scrittori del suo tempo. Concepì per i suoi clienti, scrittori e viaggiatori, bauli da biblioteca ed altre scatole per macchine da scrivere. Nel 1914, aprì un salone di lettura e di corrispondenza nel suo negozio appena inaugurato, sul viale di Champs-Élysées. Lo scorso ottobre le edizioni si erano appoggiate al “Brach”, hotel di lusso 5 stelle, con un’altra declinazione di libreria effimera.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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