In Francia, l’ associazione I-Buycott muove una nuova azione in giustizia contro Amazon

L’associazione I-Buycott ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il gigante americano dell’e-commerce, con l’accusa – non nuova – di evasione fiscale.

In Francia, Amazon è costantemente sotto accusa

I cittadini francesi hanno deciso di attaccare nuovamente Amazon con un escamotage giuridico tecnicamente perfetto. Grazie all’articolo 1240 del codice civile francese, l’associazione I-Buycott denuncia – e al tempo stesso chiede al tribunale di riconoscere – la “perdita di solidarietà” subita dai contribuenti francesi a causa delle politiche fiscali poco trasparenti del gigante americano. Già lo scorso marzo, l’associazione proponeva di boicottare la piattaforma di vendita online per imporre ad Amazon “la fine dell’evasione fiscale, il pagamento delle somme effettivamente dovute allo Stato francese e la totale trasparenza sul livello dei risultati finanziari di Amazon in Francia e in Europa”. Secondo Levent Acar, vicedirettore e co-fondatore dell’associazione, 6.500 persone hanno risposto alla richiesta di boicottaggio.

Troppo potenti per rispondere 

L’appello è rimasto senza risposta da parte di Jeff Bezos. È risaputo che il colosso americano (protetto da Donald Trump in persona, che minaccia chiunque in Europa osi  parlare di tasse GAFA) si consideri troppo forte per rispondere alle azioni di questo tipo.

I-Buycott ha quindi deciso di rincarare la dose avviando una vera e propria azione legale nel 2020 avente come fondamento giuridico la classica azione in responsabilità nel diritto francese: l’articolo 1240 del codice civile risalente al 1804, stabilisce che “qualsiasi atto di un uomo che arrechi danno ad altri, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo”. Sarà Elisabeth Gelot, avvocato di Lione, a sostenere la causa dell’associazione. 

I-Buycott proverà a dimostrare “che l’ottimizzazione fiscale di Amazon tra il 2006 e il 2014, stabilita dalla Commissione europea il 4 ottobre 2017, è dannosa per tutti i contribuenti francesi ed europei”.

Amazon afferma di rispettare la legge (che non c’è) 

L’associazione invita tutti i contribuenti che desiderano a prendere parte a questa azione legale. 5 euro saranno richiesti come contributo per le spese legali mentre 200 euro per la “perdita di solidarietà” saranno richiesti per ciascun denunciante. In primo luogo, il sistema giuridico francese prevede la mediazione obbligatoria, per poi passare solo in un secondo momento alla vera e propria azione davanti alla corte. Secca la risposta del direttore generale di Amazon Francia Frédéric Duval che sostiene che Amazon abbia pagato fino all’ultimo centesimo delle tasse dovute in Francia, anche tra il 2006 e il 2014. “Non ci sono danni perché non c’è evasione fiscale. Rispettiamo la legge”, avrebbe affermato. Peccato che la questione fiscale per i GAFA nasca da un enorme vuoto giuridico europeo e nazionale. Facile rispettare la legge, quando non c’è. 

Daisy Boscolo Marchi

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