12 Marzo 2021

Il riacquisto del canale M6 desiderato da Vivendi, TF1, Niel e Kretinsky

M6

I candidati al riacquisto della filiale francese della tedesca RTL Group (Bertelsmann) sono numerosi. Nel mirino, gli attivi del canale, che si rivede leader presso tutte le fasce d’età, e quelli della radio RTL per consolidare un’offerta dei media, spinta dagli usi digitali.

I principali media francesi hanno depositato delle offerte di riacquisto del gruppo di radio e di televisione M6, da cui il suo azionista RTL Group, prende in considerazione di separarsi, come affermato da “Les Echos”, giovedì.

Le candidature potevano essere sottoposte entro mercoledì sera, ha precisato a l’Agence France-Presse (AFP) una fonte prossima del dossier, aggiungendo che il processo di selezione è stato condotto dalla banca JP Morgan.

Tra i pretendenti al riacquisto del gruppo, che comprende inoltre RTL, Gulli e W9, figurano Vivendi (Canal+), TF1, Xavier Niel (Le Monde, Nice-Matin), l’imprenditore ceco Daniel Kretinsky (Marianne, Libération, Elle, ecc.), indica il quotidiano economico, precisando che “il dubbio sussiste sul deposito di un’offerta di Altice, il gruppo di Patrick Drahi, e l’azienda italiana Mediaset”. Nessuno dei gruppi, raggiunti giovedì, intende rilasciare commenti.

Una consolidazione necessaria di fronte ai giganti del web

Da parte sua, RTL Group, filiale della tedesca Bertelsmann, ha rinviato al suo comunicato, pubblicato a fine gennaio. Il primo gruppo audiovisivo europeo aveva in quel momento dichiarato “di studiare tutte le opzioni suscettibili di creare valore per i suoi azionisti”, senza confermare formalmente la sua intenzione di cedere il gruppo francese.

C’è veramente urgenza di consolidare” il settore dei media, aveva in precedenza sostenuto metà febbraio, Nicolas de Tavernost, il patron di M6. “L’analisi, che condividiamo con il nostro azionariato, è che bisogna essere forti, sia a livello mondiale, sia a livello locale. Ora, in Francia, non vi sono dei campioni nazionali, e se il mercato francese non si consolida a breve termine, sarà presto levigato dalle piattaforme come Netflix o Amazon”, aveva aggiunto il presidente del direttorio del gruppo, in un’intervista a “Le Figaro”. M. de Tavernost si era invece detto “ferocemente contrario”, allo smantellamento del gruppo, sul fondo dei rumors secondo i quali molti soggetti pesanti dei media e delle telecomunicazioni (TF1, Vivendi, Altice), potrebbero essere interessati ad una condivisione degli attivi.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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