19 Febbraio 2021

Il gruppo Renault annuncia perdite per 8 miliardi di euro nel 2020

Renault

Renault ha annunciato venerdì una perdita netta di 8 miliardi di euro l’anno passato, basata sulla caduta delle vendite legate alla pandemia del Covid-19 ed alle difficoltà di Nissan. Ha tuttavia conosciuto un netto rialzo al secondo semestre, ciò che è di buon augurio per la nuova strategia del gruppo.

Una perdita storica: impegnata in una vasta ristrutturazione, Renault ha annunciato aver registrato un deficit netto di 8 miliardi, l’anno scorso. Un risultato che più “in rosso” non si può, il quale fa seguito ad una prima perdita netta di 141 miliardi di euro nel 2019. Il periodo è duro per Renault, che non era pronta ad affrontare una tempesta come quella del Covid.

La performance negativa del costruttore automobilistico francese, è essenzialmente imputabile all’abbassamento delle sue vendite a causa della pandemia. I suoi volumi sono calati del 21,3%, a 2,95 milioni di veicoli, provocando un ribasso delle cifre d’affari del 21,7%, a 43,5 miliardi di euro. A ciò, si aggiungono le difficoltà di Nissan, che pesa sul suo azionariato francese con una perdita di 5 miliardi di euro.

Cambio di strategia

C’è tuttavia un motivo di speranza, ovvero, il risanamento osservato nel secondo semestre, con una cifra d’affari in declino “solo” del 8,9% e 660 milioni di euro di perdita netta. “La risurrezione del gruppo è cominciata”, ha dichiarato il nuovo direttore generale Luca de Meo, durante la riunione con gli analisti. Il dirigente italiano, che ha preso le sue funzioni nel luglio scorso, ha presentato il suo piano strategico il 14 gennaio, girando risolutamente le spalle alla corsa al volume, assunta sotto la guida del suo predecessore, Carlos Ghosn.

I primi risultati della sterzata strategica di ritorno verso il valore, si sono già notati durante il secondo semestre del 2020. “Abbiamo migliorato i prezzi del 5,5% al terzo trimestre e del 6,2% al quarto”, ha spiegato Luca de Meo. Renault ha deciso di ricentrarsi sui modelli ed i Paesi più remunerativi, e di cessare “di spingere”, le vendite ad ogni prezzo. “Noi abbiamo ad esempio deliberatamente ridotto le nostri parti di mercato di due punti in Brasile”, ha indicato il dirigente.

Anche il secondo semestre è stato così marcato da un avanzamento del piano economico, più rapido del previsto. Lanciato in febbraio scorso, questo programma, costruito su di un investimento di 2 miliardi di euro in tre anni, è stato già realizzato all’altezza del 60%, ha indicato il gruppo, ovvero al livello di 1,2 miliardi di euro.

“È l’ingegneria che ha più contribuito all’abbassamento dei costi, avendo atteso i 2/3 del suo obiettivo”, ha precisato Luca de Meo. Il gruppo aveva già aumentato i suoi obiettivi in quest’ambito in gennaio scorso. “Noi miriamo, ormai a 2,5 miliardi di euro da oggi al 2023”, ha ricordato Clotilde Delbos, direttrice finanziaria di Renault. I costi di ristrutturazione, hanno, di colpo, raggiunto la sommità, nel 2020, di 1 miliardo di euro.

Perdita di cash

La grande delusione è venuta dalla generazione netta di cash: essa è stata negativa di 4,6 miliardi di euro sull’anno, quando gli analisti prevedevano piuttosto 4,2 miliardi di euro. “Abbiamo previsto ricevere un dividendo da parte di RCI Bank [struttura di finanziamento del gruppo] di 500 milioni di euro, ora la BCE ha vietato il versamento di dividendi da parte delle banche quest’anno”, ha spiegato Clotilde Delbos, spiegando che questo contrattempo sarà recuperato appena possibile. La posizione netta della tesoreria del settore automobile, che era positivo alla fine del 2019 a 1,7 miliardi di euro, è divenuta negativa di 3,6 miliardi di euro. Il costruttore intende raddrizzare il suo margine operativo da qui al 2023, portandolo a più del 3%. Questo valore è stato negativo dello 0,8% nel 2020, ma positivo del 3,5%, sul secondo semestre dell’anno passato.

Malgrado ciò, gli azionisti non riceveranno alcun dividendo quest’anno. “2021 sarà ancora un anno difficile”, ha indicato Luca de Meo, invocando l’assenza di visibilità legata alle conseguenze della crisi sanitaria, ed alla penuria dei componenti elettronici, elementi che potrebbero, secondo il gruppo, ridurre la sua produzione di 100.000 veicoli quest’anno.                                                                                          

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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