02 Marzo 2021

I profitti di Euronext in rialzo nel 2020

Euronext

L’operatore borsistico paneuropeo ha visto la sua cifra d’affari aumentare del 30%, ed il suo beneficio del 42%, nel 2020. Un risultato raggiunto specialmente per la sua diversificazione. L’acquisizione di Borsa Italiana, dovrebbe esser finalizzata da qui a giugno.

Per Euronext, l’annata 2020, è stata eccezionale, per più di un motivo. Innanzitutto, per l’attività dei mercati azionari; in seguito per l’acquisizione di Borsa Italiana. Questi due aspetti trasformeranno sicuramente il gruppo. L’operatore delle Borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino ed Oslo, ha realizzato una cifra d’affari di 884 milioni di euro, in rialzo del 30%, rispetto al 2019. Il beneficio netto, da parte sua, si stabilisce a 315 milioni di euro, ovvero con una progressione del 42%.

Questi risultati si devono molto alla volatilità dei mercati azionari, nel contesto della crisi del Covid. I volumi di scambio quotidiani medi, sono balzati del 20%, l’anno scorso. La cifra d’affari legata alle attività di trading, è cresciuta di circa il 34%, sull’insieme dell’anno. “Noi, non ci siamo accontentati di beneficiare passivamente dell’aumento dei volumi, noi abbiamo ugualmente fatto crescere la nostra parte di mercato al 70%”, si felicita il Presidente di Euronext, Stéphane Boujnah.

Investitori comuni

Euronext, ha anche beneficiato, di una ripresa dell’interesse degli investitori in quanto persone fisiche, per il mercato azionario. Se si è lontani dalla frenesia degli agenti di borsa americani, i volumi legati ai piccoli portatori, sono essi stessi ugualmente progrediti del 89%, sull’anno 2020. Lo spiegamento della piattaforma di negoziazione di Euronext, Optiq, presso la Borsa di Oslo, ha permesso anche di rinforzare i volumi da e verso la Norvegia.

L’operatore paneuropeo ha cominciato a percepire i frutti della sua strategia di diversificazione. La cifra d’affari delle attività di post-mercato (compensazione, regolamento consegna, conservazione…), è balzata di circa il 70%, con l’integrazione degli attori nordici VPS e VP Securities. Esse, hanno rappresentato il 20% delle cifre d’affari del gruppo. L’integrazione di Borsa italiana, dovrebbe considerabilmente rinforzare questo settore, con l’aggiunta del depositario centrale Monte Titoli e della camera di compensazione CC&G.

Borsa Italiana

L’attività di listing è cresciuta da parte sua del 13%, principalmente grazie all’integrazione della Borsa di Oslo, ed al dinamismo dei servizi alle imprese, altra conseguenza della crisi del Covid. “Anche prima della crisi sanitaria, noi già proponevamo le nostre soluzioni d’assemblee generali on-line, della governance digitale e gestione degli elenchi di persone aventi accesso ad informazioni privilegiate”, sottolinea Stéphane Boujnah. La raccolta di finanziamenti, nel debito o in capitale, sono invece in leggero declino, passando da 1.268 miliardi di euro, a 1.216 miliardi di euro.

Euronext ha confermato che si augurerebbe di finalizzare l’acquisizione di Borsa Italiana, da qui a giugno. Il gruppo, che ha fin d’ora raggiunto gli obiettivi che si era prefissato per il 2022, dovrà presentare, in autunno, un nuovo piano strategico, che prenderà in considerazione la sua nuova dimensione. Dovrà totalizzare 25% dei volumi degli scambi sulle azioni europee. Egli intende ugualmente, malgrado un innalzamento del suo debito per finanziare l’operazione, perseguire la sua politica di distribuzione. Raccoglierà il suo dividendo a 2,25 euro per azione.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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