20 Febbraio 2021

Francia: dibattito aperto e tensioni sul “islamo-gauchisme”

Frédérique Vidal

In data 16 febbraio 2020, il Ministro dell’Insegnamento Superiore, Frédérique Vidal, ha annunciato all’Assemblea Nazionale, la richiesta presso il CNRS, di “un bilancio dell’insieme delle ricerche”, che si svolgono in Francia, al fine di distinguere ciò che rileva della ricerca accademica, e ciò che sfocia nella militanza.

Coraggio Ministro, è solo l’inizio. Mentre è accusata dai più, di voler fare “della polizia del pensiero”, o di “strumentalizzare la scienza”, il Ministro dell’Insegnamento Superiore francese, Frédérique Vidal, lancia un allarme: in Francia, si è radicato, soprattutto nella sinistra estrema, una militanza che fuorvia ciò che l’Università dovrebbe avere più a cuore: la formazione dei giovani. Se il CNRS ha appoggiato l’iniziativa, ma precisato anche che il concetto di “islamo-gauchisme”, non ha alcun valore scientifico, va detto anche che un nuovo concetto, innovativo, non può avere una definizione scientifica precedente.

Partiamo dalla base. Per avere una definizione del concetto di “islamo-gauchisme”, dobbiamo rifarci ad un tweet dell’ex Primo Ministro socialista Manuel Valls, il quale in risposta all’attuale primo segretario del Partito Socialista (PS), Olivier Faure, afferma che si tratta di “un’alleanza diretta od indiretta tra una parte della sinistra (politica, sindacale, mediatica, intellettuale…) e l’islam politico o “islamisme””.

Sospettati i ruoli sindacali, tra tutti l’Unef, anche di avere legami con movimenti che si comportano da antenne satelliti dei “Frères musulmans” in Francia, il rischio è da una parte di creare una caccia alle streghe, dall’altra di vedere in fumo, questa richiesta di grande sforzo intello-culturale. 

Rassicurata dal portavoce del governo, Gabriel Attal, la Ministra incassa l’appoggio “evidente” di Emmanuel Macron, e tenta, di scovare lacune o segmenti rischiosi per l’opinione pubblica ma anche per la sicurezza del Paese. E se, a maggior ragione, trattasi di un’inchiesta per scovare “insidie terroristiche”, non ha ben operato la Ministra? La quale, affermando che si tratta di un fenomeno, l’“islamo-gauchisme”, “che corrode la società nel suo insieme, e l’Università non ne risulta impermeabile”, pone le basi per concetti che suonano come venti di riforma, rivolti ai giovani, elemento da preservare per il futuro del Paese. Perché aggiunge la Ministra: “ciò che si osserva nelle Università, è che ci sono delle persone al loro interno che possono utilizzare i loro titoli, e ce ne sono anche se minoritari (…)” pronti “ad apportare idee radicali o anche idee militanti”. Ricordiamoci della triste fine che ha dovuto fare in Professor Samuel Paty, barbaramente decapitato per aver mostrato delle vignette di satira su Maometto.

Critica la “Conférence des Présidents d’Université” (CPU), che ha espresso il suo “stupore di fronte ad una nuova polemica sterile sul soggetto dell’”islamo-gauchisme” in seno all’Università”, ma che richiama a “sollevare il dibattito”. Ed inoltre, precisa la “Conférence des Présidents d’Université” (CPU), che se il governo: “ha bisogno di analisi, di contraddizioni, di discorsi scientifici puntuali per aiutarlo nei confronti di rappresentazioni caricaturali e sottigliezze da caffè del commercio, le Università si tengono a sua disposizione”. Da parte sua il deputato LR, Julien Aubert ha detto: “salutare” l’annuncio di Frédérique Vidal, e pone in avanti “l’urgenza di creare una missione d’informazione al fine che il Parlamento possa esso stesso rilevarne la competenza”. E qui, la seconda problematica: mossa elettorale in vista della présidentielle? Credo, da escludersi. Una classe dirigenziale che punta al miglioramento della società e dello Stato di diritto, mette in dubbio anche i propri pilastri, come la scienza e la libertà d’espressione, al fine di raggiungere il bene sociale. Se questo è lo scopo, chapeau.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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