25 Marzo 2021

È morto a 79 anni il regista francese Bertrand Tavernier

Bertrand Tavernier

Il cineasta de « Que la fête commence » o « Coup de torchon », che aveva cominciato la sua carriera come critico, ha incontrato il successo con i suoi film, dove metteva in scena con brio, Philippe Noiret.

Il regista, sceneggiatore e produttore Bertrand Tavernier, è morto giovedì all’età di 79 anni, a Sainte-Maxime, nel dipartimento del Varo. La sua sposa ed i suoi figli hanno dato la notizia tramite social network, esprimendo la loro “tristezza”, ed il loro “dolore”, ed associandosi al sentimento dell’“Institut Lumière”, di cui Bertrand Tavernier era il presidente.

Bertrand Tavernier era nato il 25 aprile 1941 a Lione, ci dotava di alto livello di cinema, con l’“Institut Lumière”. Figlio dello scrittore e resistente René Tavernier, egli aveva scoperto il cinema durante un soggiorno in un sanatorio. Si era fatto conoscere nel 1974, dirigendo Philippe Noiret, nel “L’Horloger de Saint-Paul”, prima collaborazione con un attore che cofirmerà alcuni tra i suoi più grandi film: “Que la fête commence, Le Juge et l’Assassin”o “Coup de torchon”. I suoi film sono stati largamente ricompensati: premio Louis-Delluc per “L’Horloger de Saint-Paul”, nomination agli Oscar nel 1983 per “Coup de torchon”, premio della messa in scena a Cannes nel 1984 per “Une dimanche à la campagne”, BAFTA 1990 per il miglior film straniero per “La vie et rien d’autre”, Orso d’Oro nel 1995 a Berlino per “L’Appât”, Leone d’Oro a Venezia, per l’insieme della sua carriera.

Eminente personalità del cinema francese, artista impegnato dall’opera eclettica riconosciuta all’estero, Bertrand Tavernier ha realizzato dei film d’epoca e contemporanei, con una predilezione per i soggetti sociali. “Non sono un universitario, né uno storico. È la storia parziale delle opere che mi hanno toccato. Cerco di capire perché lo ero, e perché alcuni di questi film, siano ignorati. Mi hanno tuttavia fatto amare la settima arte. E questi registi mi hanno dato il gusto del mio Paese, più che gli uomini politici”, spiegava nel 2018, difendendo la soggettività della sua opera, così come quella dei suoi gusti cinematografici. Piccolo aneddoto: nel 2013, Bertrand Tavernier mette in scena “Quai d’Orsay”, adattamento di un fumetto, che rievoca la quotidianità di un ministro degli Affari Esteri fittizio, ispirato da Domenique de Villepin, e dal suo entourage.

Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha twittato oggi, definendolo “un’immenso cineasta, dai doni multipli”, aggiungendo che “tutti i suoi film hanno colpito. Tutti i suoi film, rimarranno. Ed un grazie del tutto personale a questo signore, per “Quai d’Orsay”, ha scritto il ministro. Questo cinefilo appassionato, che ha creato nei suoi giovani anni il cineclub, Nickelodéon, prima di diventare addetto stampa, assistente di Jean-Pierre Melville, poi, prima di diventare lui stesso regista, ha consacrato le sue energie, in questi ultimi anni, alla ristorazione, ed alla conservazione dei vecchi film.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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