Chanel, Danone, L’Oréal… I grandi gruppi francesi non ricorrono alla cassa integrazione

Chanel

Dopo Danone e Chanel, anche la società L’Oréal ha annunciato lunedì che non ricorrerà al “lavoro a orario ridotto” in Francia fino alla fine di giugno. 

I grandi gruppi francesi sembrano aver accolto la richiesta di Bruno Le Maire, che settimana scorsa chiedeva a tutti uno sforzo e l’implementazione di un “patriottismo economico”. Anche L’Oréal, gruppo francese di prodotti cosmetici proprietario di marche come Maybelline o Kérastase, ha sospeso parzialmente o totalmente l’attività di diversi reparti, senza però gravare sulle casse dello Stato.

In totale, più di 3.000 persone risultano attualmente private della loro attività secondo il gruppo presieduto da Jean-Paul Agon. La società si è impegnata fin dall’inizio dell’isolamento a mantenere al 100% la retribuzione fissa di tutti i suoi dipendenti in Francia, ovvero 13.400 persone.

Il gruppo, che ha modificato le linee di produzione di alcuni stabilimenti suoi in Francia per produrre bottiglie di gel idroalcolico, ha anche annunciato di aver “messo a disposizione delle autorità francesi le sue infrastrutture operative in Francia e in Cina per ordinare dispositivi medici in grandi quantità, tra cui centinaia di respiratori e decine di milioni di mascherine” che saranno spediti in Francia.

Inès Daneluzzo-Albertini

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