Analisi sull’industria francese

Nel 2019, le industrie francesi ed europee saranno portate ad evolversi in un contesto economico difficile da prevedere. Pertanto, l’esito incerto della Brexit, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, la crescita economica lenta e molti altri argomenti potrebbero arrivare a rallentare la dinamica positiva che ha prevalso nel 2018 per l’industria francese con particolare un equilibrio positivo tra la creazione di fabbriche e posti di lavoro.

1 – Quali sono le principali sfide geopolitiche che le imprese devono affrontare nel 2019?

Il 2018 è stato caratterizzato da tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina e si è concluso con un accordo tra i due paesi di non aumentare le tariffe in vigore dal 10 al 25% a partire dal 1 ° gennaio 2019 come inizialmente era previsto. Tuttavia, questo accordo rimane fragile e non dovrebbe oscurare la lotta dei due paesi per ottenere l’egemonia internazionale.

La Brexit è un’altra fonte di preoccupazione per gli industriali. Ad oggi, non è stato raggiunto alcun accordo sulla libera circolazione delle merci. L’introduzione di ostacoli doganali avrà senza dubbio conseguenze negative per gli scambi commerciali tra il Regno Unito e il resto dell’Europa. D’altra parte, potrebbe portare al rimpatrio di alcune attività sul territorio francese. Gli investitori stranieri possono anche preferire la Francia o la Germania per i loro progetti di investimento piuttosto che il Regno Unito, il che potrebbe portare alla creazione di posti di lavoro, in particolare nella produzione.

L’ascesa di partiti nazionalisti in tutto il mondo e specialmente in Europa è un’altra questione di preoccupazione. Da un lato, è possibile che questi partiti ottengano un punteggio eccellente nelle elezioni europee di maggio 2019, il che costituirebbe un grave ostacolo al progresso della costruzione europea, anche un’accelerazione del suo “dipanarsi”. D’altra parte, alcune parti, una volta al potere, potrebbero attuare misure protezionistiche che potrebbero penalizzare le esportazioni.

In generale, l’imprevedibilità nella regolamentazione è un freno agli investimenti. La mancanza di visibilità in termini di normative fiscali ma anche in materia sociale e ambientale rischia di contrarre investimenti nel 2019. Inoltre, le esportazioni potrebbero essere penalizzate da una crescita globale lenta, un rallentamento degli scambi e il rallentamento economico in Cina.

2 – Determinate sfide sono specifiche all’Unione Europea?

Il tema dell’industria dovrebbe essere al centro delle elezioni europee, sfortunatamente sarà sicuramente oscurato dalle questioni migratorie. Diverse materie industriali riguardano l’Unione europea. La prima è la questione del dumping sociale e fiscale che induce una concorrenza implicita tra Stati e cittadini. Un’altra sfida per l’Unione Europea è anche quella di dare vita a nuovi campioni europei come Airbus. Oggi, tuttavia, la visione dell’Europa è incentrata sulla difesa della concorrenza libera e senza distorsioni. Pertanto, ostacola la costruzione di gruppi che potrebbero essere monopolizzati nel continente europeo, come nel caso della fusione tra Siemens e Alstom, che potrebbe portare alla costituzione di un Airbus ferroviario. Un altro argomento sarà la tassazione GAFA, che è una vera sfida per il mantenimento della sovranità europea.

3 – Si tratta di sfide dirette unicamente alle imprese?

Le aziende stanno attualmente affrontando un rapido ritmo di innovazione tecnologica e non tecnologica che le spinge a concentrarsi sull’innovazione se non vogliono essere distanziate dall’arrivo di nuovi concorrenti con un rischio crescente di disintermediazione.

Inoltre, gli industriali francesi devono continuare la dinamica degli investimenti del 2019 nonostante un clima incerto. Lo strumento di produzione nazionale deve essere più flessibile e più reattivo per soddisfare la domanda in evoluzione, che è più personalizzabile con tempi di consegna più brevi, nel rispetto degli standard ambientali. Il forte ritardo degli investimenti dell’industria francese lo mette in pericolo contro altri paesi come la Germania, l’Italia o persino la Cina che hanno iniziato a modernizzare fortemente i loro siti integrando in particolare i mattoni tecnologici del industria del futuro come la robotica e la cobotica.

Gli industriali stanno anche affrontando difficoltà di reclutamento, alcune delle quali sono diventate vitali per supportare le evoluzioni tecnologiche dei siti. I produttori sono penalizzati da un divario tra la formazione fornita e le esigenze aziendali.

Infine, le aziende devono integrare la questione della conservazione ambientale nel loro modo di produrre. Da un lato perché è urgente agire su questo argomento, dall’altro perché c’è una crescente aspettativa di consumatori su questo argomento. In conclusione, l’anno 2019 si presenta come un anno di rischio per l’industria francese che rimane fragile nonostante una timida ripresa per due anni.

Anaïs Voy-Gillis

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