Il settore automobilistico francese si mobilita per garantire il salario dei dipendenti durante il lockdown

Settore automobilistico in Francia
Aprile 25, 2020
Condividi!

Il Gruppo automobilistico PSA (che comprende Citroën, DS Automobiles, Peugeot, Opel e Vauxhall) ha finalizzato con le parti sociali un accordo di solidarietà affinché tutti gli impiegati vedano il loro salario mantenuto malgrado la disoccupazione parziale. I quadri rinunceranno a due giorni di vacanza, e gli altri dipendenti un giorno. 

Dopo Renault più di due settimane fa, è il turno di PSA, di trovare un accordo di solidarietà con le principali organizzazioni sindacali. L’obiettivo è assicurare a tutti i suoi dipendenti francesi in regime di disoccupazione parziale il 100% della loro remunerazione: in linea con il  dispositivo legale adottato dal Governo francese, si tratta di rinunciare a dei giorni di vacanza, per alimentare un fondo di solidarietà, che permetterà di compensare il mancato guadagno. Questo regime permette ai dipendenti di ricevere solo l’84% della loro remunerazione netta, e il 70% di quella lorda. “È un accordo che garantisce maggiore di solidarietà, anche sulla salute e sicurezza dei dipendenti”, ha insistito Xavier Chéreau  Direttore delle Risorse Umane del gruppo. 

Secondo l’accordo concluso, gli 11.000 quadri di PSA, rinunceranno ciascuno a 2 giorni di vacanza, mentre gli altri 32.000 dipendenti cederanno 1 giorno al mese di disoccupazione parziale, ovvero in totale 27.000 giorni. 

Solidarietà dei quadri 

“Si tratta di un gesto forte di solidarietà dei quadri, così come dei salariati del terziario”, rivela il delegato della Confederazione francese generale dei quadri Anh-Quan Nguyen. Ugualmente, Franck Don, delegato della Confederazione francese dei lavoratori cristiani , si felicita anche lui, della messa a disposizione di un tale sistema. A seguito della proposizione di PSA per la creazione di questo fondo di solidarietà alle parti sociali, tra fine marzo ed inizio aprile, le discussioni sono continuate, in particolare sulla modalità di gestione delle vacanze. I direttori dei vari siti produttivi potranno imporre 6 giorni di vacanza, durante il periodo di disoccupazione parziale, e modificare le vacanze d’estate, sapendo che sarà garantito a ciascuno di poter prendere almeno due settimane consecutive tra il 1° luglio ed il 31 agosto. 

Ripresa del lavoro 

Un sistema alla fine più generoso di quello di Renault, dove la partecipazione del gruppo, si limiterà al pagamento dei contributi, e dove potrà essere richiesto ai dipendenti di lavorare 6 giorni alla settimana, in funzione dei bisogni. Con, anche in questo caso, la possibilità per i siti locali di limitare a due settimane (12 giorni lavorativi consecutivi), le vacanze estive. 

I siti industriali dei due costruttori hanno progressivamente chiuso dal 16 marzo, e gran parte dei loro lavoratori del settore terziario sono stati messi in disoccupazione parziale. Gli accordi firmati con le parti sociali, hanno riguardato anche le condizioni di ripresa del lavoro, che sarà decisa sito per sito. “Noi abbiamo messo a punto un protocollo di misure sanitarie, e l’obiettivo ad oggi è di portare tutti gli stabilimenti al massimo di questo protocollo, per essere pronti quando decideremo di ripartire”, ha indicato Xavier Chéreau.                                                                                           

Giovanni D’Avanzo 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


float