Codiv-19 : la Francia blocca gli aiuti alle imprese con sede amministrativa nei paradisi fiscali

Bruno Le Maire
22 Aprile, 2020
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I paesi dell’Unione Europea, per far ripartire l’economia durante questo periodo delicato di coronavirus,  stanno pensando di adattare molteplici strategie. Per esempio, la Francia non darà alcun sostegno alle imprese con sede amministrativa nei paradisi fiscali. Questa misura è stata annunciata dal ministre de l’Economie, Bruno Le Maire, ai microfoni di franceinfo

Infatti, tutte le società basate su territori fiscali privilegiati non saranno aiutate dallo Stato francese : «Inutile dire che se una società ha sede fiscale o filiali in un paradiso fiscale, non sarà in grado di beneficiare di un aiuto economico da parte dello Stato». Secondo Le Maire, «ci sono delle regole da rispettare », perché se un’azienda non può pagare i dividendi è normale che non possa riscattare le azioni. Proprio per questa causa, molte imprese che operano nell’esagono, non saranno  aiutate dal governo di Macron;  per quello che riguarda la disoccupazione, l’annullazione delle tasse e prestiti garantiti dalla stato. Va anche ricordato, come ha indicato il presidente della Bpifrance Nicolas Dufourcq, che la Francia ha già accordato 40 miliardi di euro di prestiti statali a tutte le imprese in crisi a causa del lockdown imposto per combattere il Codiv-19.

Infatti, tutte le società basate su territori fiscali privilegiati non saranno aiutate dallo Stato francese : «Inutile dire che se una società ha sede fiscale o filiali in un paradiso fiscale, non sarà in grado di beneficiare di un aiuto economico da parte dello Stato». Secondo Le Maire, «ci sono delle regole da rispettare », perché se un’azienda non può pagare i dividendi è normale che non possa riscattare le azioni. Proprio per questa causa, molte imprese che operano nell’esagono, non saranno aiutate dal governo di Macron; per quello che riguarda la disoccupazione, l’annullazione delle tasse e prestiti garantiti dalla stato. Va anche ricordato, come ha indicato il presidente della Bpifrance Nicolas Dufourcq, che la Francia ha già accordato 40 miliardi di euro di prestiti statali a tutte le imprese in crisi a causa del lockdown imposto per combattere il Codiv-19. Questo dispositivo, già annunciato dal Presidente della repubblica il 16 marzo, per sostenere le società in difficoltà, può coprire fino a 300 miliardi di euro.

La definizione di paradiso fiscale considerata è limitata

Sono compresi 13 paesi, tra cui Panama, le Isole Vergini e le Bahamas. Ma nessun paese europeo, come Malta o Lussemburgo, paesi che praticano una politica fiscale vantaggiosa per le società e che è regolarmente al centro delle rivelazioni sugli accordi finanziari delle grandi multinazionali.
L’impatto potrebbe quindi essere limitato : per citare uno studio, si stima che l’80% dell’evasione fiscale in Francia avvenga proprio attraverso paesi dell’UE. Stati non presi in considerazione nella presente decisione, in questo caso.

Il Parlamento non ha incluso questa misura nella legge finanziaria modificativa

Nell’ambito dei dibattiti sulla legge finanziaria, sono stati votati numerosi emendamenti volti a chiedere l’inclusione di questa misura nella legge. Ma il testo finale non ha riporato gli emendamenti sui Paradisi Fiscali, motivo per il quale, per il momento restano potenzialmente possibili gli aiuti di Stato.
Il senatore e relatore della legge, Albéric de Montgolfier, respinge qualsiasi controversia: gli emendamenti in questione erano applicabili solo al fondo di solidarietà, mentre per quanto riguarda le garanzie sui prestiti, per le grandi aziende, spetterà al governo decidere.

Per le multinazionali che operano in Francia, ma dichiarano i propri profitti avrebbe potuto essere un bel colpo, ma per il momento la questione resta in sospeso. Gli stati europei maggiormente percossi dal virus, per ripartire, devono iniziare a tutelare i veri investitori dei paesi. Non le aziende, che non pagano le tasse sui dividendi incassati, le quali con i lori giochetti fiscali indeboliscono molte nazioni. E come diceva Kant “Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto”, in questo caso quello economico, per migliorare la vita del singolo cittadino.

Battista Liserre

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