Coronavirus e esame di maturità francese 2020: niente prova finale e contrôle continu

Jean-Michel Blanquer
Aprile 6, 2020
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L’isolamento per il Coronavirus ha messo in dubbio la possibilità di svolgere gli esami di maturità per molti studenti. Ecco i nuovi termini annunciati venerdì dal Ministro della Pubblica Istruzione per il diploma di maturità.

Da alcune settimane milioni di studenti, a causa del coronavirus, stanno continuando i loro studi da casa, interagendo con gli insegnanti su piattaforme, e-mail e video. Per tale motivo, uno dei grandi problemi dei vari ministeri dell’istruzione dei paesi dell’Unione Europea è come far svolgere gli esami di maturità.  

Una prima risposta è arrivata in queste ore dalla Francia. Il Ministro dell’Education national  Jean-Michel Blanquer, nel corso di una conferenza televisiva, ha annunciato che al Bac (esame di maturità) 2020 non ci saranno le prove finali. Il voto, per ottenere il diploma dei  730 000 bacheliers francesi si baserà sul cosiddetto contrôle continu (valutazione dei voti), dei mesi precedenti la crisi del Covid-19. Le scelte che hanno portato il ministro dell’esagono a questa decisione sono state quelle di garantire la sicurezza sanitaria degli studenti. Inoltre,  i corsi possono “durare fino a metà giugno” per terminare il programma scolastico e assicurate “la qualità e l’equità del diploma di maturità” . 

Il compito più difficile è in mano ai docenti chiamati a svolgere questa delicata missione; dove è impossibile sbagliare la valutazione. Perché proprio attraverso il loro voto passa il futuro di molti alunni.  Professori quelli francesi che in questi giorni, sono stati in polemica con la porta parola del governo di Macron, Sibeth Ndiay per aver affermato, durante una conferenza sulla crisi degli agricoltori, che i docenti in questo momento non lavorano: “Il va sans dire que nous n’entendons pas demander à un enseignant qui aujourd’hui travaille pas compte tenu de la fermeture des écoles de traverser la France entière pour aller récolter des fraises gariguettes”

(“Inutile dire che non intendiamo chiedere a un insegnante che oggi non lavora vista la chiusura delle scuole di attraversare tutta la Francia per raccogliere fragole di gariguette”. Sono subito arrivate le scuse di madame Ndiay, ma non sono bastate a placare gli animi degli insegnanti che in questi giorni di coronavirus lavorano più delle ore scolastiche per assicurare l’istruzione agli alunni.

Battista Liserre

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