Coronavirus: la Francia modifica il codice del lavoro per far fronte all’emergenza

23 Marzo, 2020
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La legge di emergenza abilita il Governo ad adottare delle misure con lo scopo di aiutare le imprese ed i dipendenti durante la crisi legata al Coronavirus. 

Il codice del lavoro sarà temporaneamente ammorbidito con il fine di aiutare le imprese ed i dipendenti ad attraversare la crisi. Adottata definitivamente domenica 22 marzo dal Parlamento, la “legge-urgenza” contiene molteplici misure d’eccezione, che hanno un duplice obiettivo: limitare la riduzione di effettivi, facilitando il ricorso alla disoccupazione parziale, e permettere ai datori di lavoro, di disporre più liberamente dei propri lavoratori. Il testo votato domenica, abilita il Governo a prendere delle misure (ordinanze), con il fine di sistematizzare il diritto del lavoro. Il contenuto esatto di tutte queste disposizioni non è ancora conosciuto, le ordinanze in questione saranno pubblicate solo nei prossimi giorni. Esse riguardano numerosi aspetti in ciò che riguarda le relazioni tra datori di lavoro e dipendenti. Ormai, il datore di lavoro avrà la facoltà di imporre o di modificare “le date di presa di una parte di vacanze pagate, nel limite di sei giorni feriali”, affrancando dei termini detti di “premura”, per informare le persone interessate. Ma non potrà farlo, salvo se un accordo d’impresa o di “branches”, lo autorizzi, ciò che non era previsto all’inizio. L’esecutivo ha, in effetti, accettato, di aggiungere questo elemento, presentando un emendamento durante i dibattiti presso l’Assemblée Nationale. “Ciò mostra la nostra fiducia nei confronti dei dialoghi sociali di terreno”, ha dichiarato sabato il Ministro del Lavoro Penicaud. 

Le RTT potranno essere imposte  

Il Ministro del lavoro, ha così tenuto conto di una lamentela promossa in particolare, dai sindacati centrali. “La CDFT è soddisfatta di aver ottenuto la modificazione richiesta”, ha affermato domenica, Laurent Berger, su Twitter. Resta il fatto che la concessione del Governo, è parziale, poiché non vale che per le vacanze pagate. Al contrario, le “date dei giorni di riduzione del tempo di lavoro, dei giorni di riposo assegnati al conto “risparmio-tempo” del dipendente”, potranno essere imposte o modificate “unilateralmente” dal datore di lavoro, senza che un accordo collettivo sia richiesto. Stessa soluzione per le deroghe in materia di durata del lavoro, di riposo settimanale, di riposo domenicale, “nelle imprese particolarmente necessarie alla sicurezza della nazione, o alla continuità della vita economica e sociale”. 

Un fondo di solidarietà per gli indipendenti 

Tra le ulteriori disposizioni adottate domenica sul piano sociale, vi è la messa a disposizione di un fondo di solidarietà per sostenere gli indipendenti, lo scioglimento dell’attività parziale per tutte le imprese indipendentemente dalla loro dimensione oppure, un ricorso facilitato alla videoconferenza o alle riunioni dematerializzate, per le istanze rappresentative del personale. 

L’esecutivo ha peraltro fatto un ulteriore gesto verso i sindacati: la non indennizzazione dei giorni di malattia sarà sospesa nel pubblico, come nel privato. Una misura che verrà applicata per il solo periodo di urgenza sanitaria. 


Giovanni D’Avanzo

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