L’azienda di trasporti RATP chiude il 2019 in positivo malgrado gli scioperi

RATP
21 Marzo, 2020
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Catherine Guillouard, CEO di RATP Group, ha di che esprimere qualche rimpianto, in seguito alla pubblicazione dei conti, in data 6 marzo 2020. Certo, il grande sciopero di dicembre scorso contro il progetto di riforma delle pensioni, non ha impedito al fatturato di crescere del 2,5%, per raggiungere i 5,7 miliardi di euro, ma le manifestazioni hanno comunque impattato negativamente l’attività dell’azienda: un ribasso del 2% degli utilizzatori, un beneficio operazionale ridotto di un terzo, un autofinanziamento che stagna e, soprattutto, un risultato netto a 131 milioni di euro, quando aveva raggiunto i 200 milioni di euro, nel 2018.

La RATP stima che lo sciopero abbia diminuito di 150 milioni di euro i benefici per l’anno 2019. La causa, due fattori: in primo luogo la perdita di 59 milioni di euro, ed in secondo luogo i rimborsi agli abbonati per il
mese di dicembre (103 milioni di euro). Questa somma è stata riversata a Île-de-France Mobilités, l’autorità organizzatrice dei trasporti in regione, incaricata di renderli ai titolari del pass Navigo. I dati non tengono conto del mese di gennaio, il quale dovrebbe avere un effetto negativo supplementare che la RATP valuta tra i 40 ed i 50 milioni di euro.

Dopo il movimento sociale, da affrontare il virus SARS-CoV-2

Al di là dei rallentamenti dovuti allo sciopero, i benefici di RATP sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante il rischio di perdita che comporta l’epidemia del Coronavirus, per RATP, tuttavia, il potenziale di crescita è effettivo. Si era manifestato nelle cifre 2019, fino a novembre. Secondo le analisi della RATP, senza sciopero, il fatturato sarebbe aumentato del 4%, il risultato lordo del 7% e il profitto del 40%. Fino al 5 dicembre, data dello scoppio del conflitto sociale, la crescita globale della frequentazione era al 2,6%, con dei picchi nel tramway e RER.

Investimenti e strategie estere

Grazie a questo risultato ci sono nuovi cantieri su tutti i fronti: prolungazione di quattro linee metro (linea 4, 11, 12 e 14), modernizzazione delle linee, rinnovamento, conversione delle linee autobus, in elettrico ed in biogas…Per finanziare questi lavori, la RATP ha apportato 1 miliardo di euro di suoi fondi propri (senza aumentare il suo
deficit), ai quali si sono aggiunti 700 milioni di euro da parte di Île-de-France Mobilités, e 400 milioni di euro apportati dalla Société du Grand Paris, per la prolungazione verso sud della linea 14, nei sotterranei della quale tre perforatrici sono attualmente in azione.

Elementi rassicuranti, pervengono anche dalle filiali. Mentre l’attività dello stabilimento pubblico RATP (RER, metro, tram, autobus nella regione della capitale), è stata stagnante nel 2019, le filiali hanno portato un contributo importante alla crescita (+11% in termini di fatturato). Queste ultime, rappresentano, ormai, quasi un quarto del reddito del gruppo.

In prima linea tra di esse, troviamo RATP Dev, che gestisce tutte le attività di trasporto pubblico. La società ha moltiplicato le acquisizioni nell’Esagono nell’anno 2019: vincita della rete d’Angers, Brest (Finisterra), Saint-Malo (Ille-et-Vilaine), Creil (Oise), e del CDG Express in partenariato con Keolis (filiale della SNCF).

All’estero, il gruppo non ha ottenuto una nuova rete significativa, ma ha cominciato a lavorare sui contratti ottenuti, ovvero quelli della metro e tramway in Qatar, quelli di metro e autobus in Arabia Saudita, dei tramways in Marocco ed in Algeria, così come della gestione dei trasporti pubblici nella regione della Toscana, in Italia.

Giovanni D’Avanzo

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