Vertice Italia-Francia a Napoli: possibili scenari

Febbraio 21, 2020
Condividi!

Giovedì 27 febbraio si terrà a Napoli il vertice Italia-Francia. Si tratta di una buona occasione per riallacciare i rapporti tra Francia e Italia dopo anni non sempre facili, ma c’è molto di più. I rapporti tra i due Paesi potrebbero condizionare la geopolitica europea ed internazionale. In questo articolo, cerchiamo di analizzare i possibili scenari. 

C’è da aspettarsi che il Summit Francia-Italia a Napoli di giovedì non avrà come solo argomento quello della ripresa del Trattato del Quirinale. È vero, per una serie di incomprensioni tra Parigi e Roma (la maggior parte delle quali provocate da uscite poco istituzionali, provocazioni potremmo dire “liceali” e totale mancanza di lungimiranza in tema di geopolitica) il rapporto tra i due paesi si è lentamente logorato, ma il problema più grave oggi resta il quadro internazionale di grande incertezza. Sembra quindi scontato pensare che verranno trattati anche temi quali la cooperazione al bilancio europeo, la green economy, la crisi libica, la Brexit e non da ultimo, lo stato dell’Alleanza Atlantica, nella quale Francia e Italia hanno un forte peso specifico. 

Il trattato del Quirinale 

Sarà sicuramente una questione di centrale importanza, soprattutto per riavvicinare due paesi tra i quali le relazioni istituzionali sono praticamente assenti dal 2017. L’idea del Trattato del Quirinale nasce infatti proprio nel 2017 quando Paolo Gentiloni e Emmanuel Macron, dopo il vertice bilaterale di Lione, decisero di pensare ad uno strumento per consolidare le relazioni bilaterali tra i due paesi, da sempre altalenanti e poco stabili. 

L’idea era quella di porre in essere una cooperazione rafforzata, ed in particolare di prevedere una tabella di marcia comune e sistematica su una serie di questioni bilaterali nelle quali Italia e Francia hanno interessi comuni. Il progetto subisce però una battuta d’arresto nel 2018, in particolare con il nuovo governo Lega-M5S. Da quel momento, l’idea di una cooperazione più attenta per la tutela degli interessi comuni, sparisce. Il summit di Napoli, sarà sicuramente una buona occasione per rilanciare il progetto, grazie anche al nuovo panorama politico del Governo Conte Bis, sostenuto dal Partito Democratico che ha preso il posto della Lega Nord a seguito della crisi di governo cominciata nell’agosto 2019. 

L’obiettivo del Trattato del Quirinale è semplice ma ambizioso: istituire un asse privilegiato tra Italia-Francia, asse che potrebbe essere particolarmente utile al bilanciamento delle geometrie europee.

Il dialogo Francia-Italia per bilanciare le geometrie europee 

Non è una novità che Francia e Italia abbiano sofferto l’egemonia tedesca all’interno dell’Unione Europea. La stessa Germania che ha dettato ai Paesi membri (e ancor peggio, ai paesi fondatori) i parametri da rispettare e il modello economico da adottare, oggi è vittima del suo stesso sistema economico scellerato e si trova indebolita dalla frenata economica e dalla profonda crisi della Cdu e della leadership di Angela Merkel. 

Questo scenario potrebbe essere propizio per bilanciare le geometrie europee. In seno all’Unione Europea, Italia e Francia hanno molti interessi comuni, e strategicamente avrebbero tutto l’interesse a collaborare : fondo salva Stati, prospettive finanziarie pluriennali, allargamento ad Est dell’Unione Europea… Su tutti questi temi, la Germania (ed i Paesi dell’Est che la supportano) ha interessi diversi e spesso in competizione rispetto a quelli italo-francesi e sarebbe il caso di creare un polo in contrasto con quello tedesco. 

Allo stesso tempo, anche la Brexit – nonostante i suoi aspetti negativi – può essere interpretata da Francia e Italia come una nuova occasione ed una grande possibilità di spinta per l’integrazione europea. L’integrazione quella vera, non la semplice integrazione economica “alla tedesca”. Questo nuovo asse, potrebbe conferire un nuovo posizionamento ai due paesi e potrebbe cosi facendo riuscire ad arginare la vecchia (e fallimentare) politica europea a trazione tedesca concentrata molto sul mercato unico e poco sull’unione politica e “sociale”.  

Il nodo dell’Alleanza Atlantica 

Quasi sicuramente anche la questione Atlantica verrà affrontata durante il summit. Non molto tempo fa, Macron aveva insistito sulla morte cerebrale della Nato. E l’Italia potrebbe avere un ruolo decisivo nei rapporti transatlantici. In un’Europa senza Regno Unito e con una Germania molto debole, l’Italia è paradossalmente il solo paese che potrebbe riequilibrare e calmare le relazioni UE-Alleanza Atlantica : per farlo, serve un grosso lavoro di diplomazia con l’obiettivo di mantenere sempre viva una prospettiva europea, senza cadere nell’errore della Francia che da un anno a questa parte non smette di cercare lo scontro.  Ma proprio in una prospettiva europea, non può esistere una UE militare forte non sostenuta dalla NATO. Certo, l’Italia ha già dimostrato di poter mitigare e smussare i conflitti internazionali in passato, ma per farlo deve uscire dall’isolamento internazionale in cui si trova dal 2018. E il summit di Napoli può essere una buona occasione.

Daisy Boscolo Marchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


float