Nel 2019, le creazioni d’impresa hanno battuto un nuovo record

20 Gennaio, 2020
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L’anno scorso, 815.000 nuove imprese sono nate in Francia, ha indicato questo mercoledì l’Insee. Ogni tipo di creazione d’impresa è in rialzo. Il successo dello statuto di “micro-entrepreneur”, ovviamente, non smentisce.

La voglia di “intraprendere” dei francesi, non viene smentita. Il numero di imprese create, l’anno scorso, ha raggiunto un nuovo record. Nel 2019, 815.000 imprese, hanno visto la luce, ovvero con un rialzo del 18%, in rapporto all’anno precedente, ha indicato questo mercoledì, l’Insee. Si tratta di 120.000 imprese in più, in un anno, di cui 80.000 micro-imprese. Nel dettaglio, “ogni tipo di creazione d’impresa è in rialzo: le immatricolazioni di “micro-entrepreneur” (+25,3%), le creazioni di imprese individuali classiche (+15,7%), e quelle di società (+8,6%)”, spiega l’Insee. Nell’industria, nell’immobiliare, il sostegno alle imprese ed i servizi di pulizie, la progressione è particolarmente forte, superiore od uguale al 20%.

Volontarismo ed “Uberizzazione”

Nel suo barometro annuale, il Consiglio nazionale dei Cancellieri dei Tribunali del Commercio (CNGTC), vi vede “gli effetti positivi dell’“uberizzazione” dell’economia, associati a delle politiche volontariste dello Stato”. “Questa dinamicità, può esattamente spiegarsi, attraverso le misure prese dal Governo francese, a favore della creazione di micro-imprese: revisione al rialzo delle soglie massimali delle cifre d’affari annuali, per le micro-imprese, ed adozione della Loi Pacte, con l’obiettivo di semplificare la burocrazia amministrativa per gli imprenditori”, indica l’Insee.

Le statistiche del CNGTC, che sono lievemente differenti da quelle dell’Insee, dimostrano che il settore delle consegne a domicilio, associato a piattaforme di distribuzioni di pasti, come Deliveroo, Uber Eats, o ancora Just Eat, ha presentato, solo questo settore, 100.000 nuove immatricolazioni l’anno passato, una cifra in rialzo del 48%, rispetto al 2018.

L’industria è stata stimolata nel 2019, dall’attività di produzione elettrica, attraverso nuove energie (eolica, solare…), in crescita del 45%, rispetto il 2018. Al contrario, il numero di nuove imprese inerenti il trasporto di persone, ovvero principalmente le VTC di tipo Uber, è in calo. Un’altra buona notizia, è che i fallimenti d’impresa, essi stessi, sono in ribasso nel 2019, nell’ordine del 4%.

Un sondaggio OpinionWay, realizzato in occasione del Salone degli Imprenditori, che si terrà il 5 ed il 6 febbraio prossimi a Parigi, mostra che il 29% dei francesi hanno “voglia di riprendere o creare un’impresa. Il mondo imprenditoriale, seduce anche dei francesi, sempre più giovani: quasi la metà dei diciottenni-trentaquattrenni, hanno voglia di creare un’impresa, secondo quest’inchiesta.

Non tutto è rosa

Se, incontestabilmente, questo successo del mondo imprenditoriale è una bella notizia, tutto non è in rosa, eppure, presso gli imprenditori. Tre anni dopo la loro creazione, solo un grosso terzo di micro-imprese, sono ancora in attività. Ed il reddito medio, dei micro imprenditori attivi, non attingeva che a 470 € al mese, nel 2017, secondo l’Insee. Un terzo dei micro imprenditori sono già salariati, la loro attività indipendente fornisce allora loro, un reddito di complemento. Per alcuni, lo statuto di micro imprenditori è una porta per entrare nel mondo del lavoro, in mancanza di qualcosa di meglio.

Giovanni D’Avanzo

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