Quanto costano gli scioperi in Francia (e quanta incoerenza tra gli schieramenti)

27 Dicembre, 2019
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Le principali società interessate dalla mobilitazione contro la riforma delle pensioni sono la RATP e la SNCF. Importanti le perdite finanziarie nel mese di dicembre. Ma, c’è di più: le interruzioni nei trasporti hanno conseguenze finanziarie in altri settori economici, e anche se il calcolo degli effetti è estremamente difficile, alcuni segnali sono poco incoraggianti.

Perdite per tre milioni di euro al giorno per RATP

Se è ancora troppo presto per avere cifre precise, RATP stima il danno finanziario a almeno tre milioni di euro al giorno, basato su una valutazione globale (mancate entrate, rimborsi futuri e sanzioni). A differenza della RATP, la SNCF non ha comunicato a la stima dei danni derivanti dagli scioperi persistenti. Ma le premesse non sono delle migliori, soprattutto se volessimo fare un paragone con i costi dello sciopero della SNCF nella primavera del 2018: innanzitutto, i possessori del pass “Navigo” nella regione di Parigi furono risarciti fino a 100 euro ciascuno nei mesi di aprile e maggio (50% dalla SNCF e 25 euro dall’ Ile-de- France Mobilités), ed è molto probabile che tale principio di rimborso dei detentori del pass navigo si applichi anche per gli ultimi scioperi. Ma i costi, sono nazionali e non si fermano certo alla Région Parisienne: sempre nella primavera del 2018, la SNCF aveva stimato il costo totale degli scioperi di primavera (36 giorni in tre mesi) a 790 milioni di euro, importo superiore degli utili netti dell’anno 2017 (679 milioni). 

I settori dipendenti dal ferroviario, fortemente penalizzati  

Il settore aereo viene fortemente penalizzato dalle mobilitazioni. A inizio dicembre la direzione generale dell’Aviazione civile (DGAC) aveva chiesto alle compagnie aeree di ridurre del 20% la tabella dei voli negli aeroporti di Parigi-Charles de Gaulle, Parigi-Orly, Beauvais, Lione, Marsiglia, Tolosa e Bordeaux. Per dare un’idea dell’impatto, giovedì 5 dicembre, Air France ha dovuto cancellare il 30% dei voli nazionali e il 15% dei voli internazionali. Nel 2018, la direzione di Air France-KLM aveva lamentato perdite per 335 milioni di euro per lo sciopero di primavera. Logicamente, le difficoltà nei trasporti portano a complicazioni in altri settori, come la ristorazione e gli hotel/B&B. 

In Francia, una minoranza può bloccare il Paese intero

Le varie note economiche dell’INSEE ammettono che gli scioperi possano avere dei risvolti reali sull’attività, ma sottolineano che in linea generale non penalizzano indebitamente l’economia francese (0,1% per i “gilet gialli”, e 0,1% per lo sciopero SNCF 2018 …). Impossibile dunque dare dati precisi, ma la Francia resta un paese capace di rimanere bloccato dall’azione di una minoranza (gilet jaunes o lavoratori di un determinato settore che godono di regimi favorevoli). Il problema dunque non è a livello macroeconomico: caso per caso, alcune PMI potrebbero trovarsi in grave difficoltà a causa di questi scioperi sistematici. Durante il movimento di “gilet gialli” del 2018 alcuni piccoli imprenditori furono costretti a mettere i loro dipendenti in disoccupazione parziale  con conseguente pagamento di 13,6 milioni di euro. Visti i danni economici che le aziende avevano dovuto supportare, il governo aveva adottato misure per rinviare tasse e oneri sociali fino a 340 milioni di euro, e aveva lanciato un piano fiscale di 124 milioni di euro. Secondo Bercy, senza queste misure, le società interessate sarebbero fallite schiacciate dai ritardi derivanti dal blocco del Paese. 

Daisy Boscolo Marchi

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