Apple Pay si impone presso le banche francesi

27 Dicembre, 2019
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In tre anni il portafoglio digitale del fabbricante dell’Iphone, è stato adottato da quasi tutte le banche francesi, le quali pagano per fornire questo servizio ai propri clienti. Anche Crédit Mutuel et Crédit Agricole, fino a questo momento reticenti, hanno ceduto.

Apple è in procinto di vincere la sua scommessa nel campo dei pagamenti. Tre anni dopo il suo lancio officiale in Francia, il portafoglio del gigante americano è stato adottato da quasi tutte le banche francesi, pronte a pagare per offrire questo servizio ai propri clienti.

Segno della dinamicità di Apple Pay, anche Crédit Mutuel e Crédit Agricole, che fino ad oggi rifiutavano di ingaggiarsi con Apple, si sono arresi. Secondo molteplici fonti, i clienti delle due banche potranno usufruire di questo servizio nel corso del 2020, con Apple Pay che figura già presso il sito di Apple, come “disponibile prossimamente”. L’applicazione iOS di Crédit Mutuel è già compatibile con il “Wallet”, del sistema di gestione mobile di Apple.

“Realtà del mercato”

La partita era tuttavia lontano dall’essere vinta, per il gruppo di Tim Cook, che ha anche lanciato una carta di credito. Poiché, Apple Pay, disponibile in 50 Paesi, ha fatto un ingresso discreto sul territorio francese. Nel 2016, il sistema di pagamento, giudicato molto caro dalle banche, non era disponibile che attraverso BPCE – Banque Populaire et Caisse d’Epargne.

Come spiegare un tale capovolgimento? “Si tratta della realtà del mercato”, spiega Michel Khazzaka, responsabile Blockchain e Payments Innovation, presso Azzana Consulting. Dopo aver tentato di resistere al gigante americano, le banche hanno dovuto arrendersi all’evidenza: i francesi hanno preso l’abitudine d’utilizzare il proprio smartphone, e l’ambito dei pagamenti, non ne può sfuggire.

Le banche sono intimate ad innovare. Ed Apple Pay, permette in parte, di rispondere a questa ingiunzione, offrendo una finestra su di altri servizi: “Il pagamento non è che l’inizio della visione di Apple, per il mobile Wallet, con il ticketing, la modalità espressa nei trasporti, ed altri programmi di fidelizzazione”, sottolinea Stéphane Dehaies, associato “banque et fintech”, presso KPMG.

Risultato, le banche si sono tutte convertite. Ad oggi, i loro clienti, possono tutti pagare presso gli esercizi commerciali con un Iphone, un Ipad o un Apple Watch, via un sistema di riconoscimento tramite impronte digitali. Circa il 75% dei commercianti francesi, sono equipaggiati di cassa di pagamento senza contatto, compatibili con gli smartphone.

I volumi rimangono tuttavia, modesti. Nel corso del 2019, i pagamenti via “X Pay” (Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay), hanno rappresentato l’1% delle transazioni dematerializzate, on-line o in cassa. “Anche se restano ancora minoritari, questi pagamenti non fanno che aumentare”, spiega un rappresentante della Federazione dell’e-commerce e della vendita a distanza (Fevad).  

Commissioni molto elevate

Le banche rifiutano di comunicare l’importo delle commissioni richieste da Apple, ma si accordano nel dire, che esse siano elevate. “Le banche non hanno scelta, il contratto non è negoziabile. È prendere o lasciare, spiega un buon conoscitore del dossier. Ed esse stesse, non possono abbandonare”.

Le commissioni prelevate da Apple, che si aggiungono a quelle pagate dai commercianti, sulle transazioni tramite carta di credito, variano secondo Istituzione Finanziaria. Esse dovrebbero essere in media dello 0,01% per transazione, secondo molteplici fonti. Una situazione che contrasta rispetto gli altri due giganti del settore. Google Pay e Samsung Pay, sono in effetti gratuiti, e non prelevano alcuna commissione.

Questa differenza, si spiegherebbe a vantaggio di Apple, nella corsa al portafoglio digitale? Apple Pay avrebbe già sedotto 300 milioni di utenti, nel mondo. Si tratta di 10 volte di più, rispetto ai suoi due rivali. “Apple è largamente davanti rispetto gli altri, possono permettersi di richiedere una commissione”, spiega Michel Khazzaka.

Giovanni D’Avanzo

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