Ondata di privatizzazioni. Lo Stato si disimpegna di ADP, FDJ e di Engie

28 Settembre, 2019
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La futura legge “Pacte” sulla crescita delle imprese, che sarà presentata lunedì dal governo, comprenderà misure che porteranno al via libera la cessione di parti sociali in Aeroporti di Parigi, la Française des jeux (FDJ) ed Engie, ha annunciato martedì Bercy.

La futura legge “Pacte” sulla crescita delle imprese, che sarà presentata lunedì dal governo, comprenderà delle misure che apriranno alla cessione di parti sociali in Aeroporti di Parigi (ADP), la Française des jeux (FDJ) ed Engie, ha annunciato martedì Bercy. Il disegno di legge, promosso dal Ministro dell’Economia Bruno Le Maire, autorizzerà l’esecutivo a vendere questi titoli “modificando la soglia di detenzione”, attualmente fissata per legge, ha indicato il Ministero, a seguito d’un incontro con la stampa.

Cessione del controllo su ADP?

Il testo, al contrario, non preciserà il totale di quanto potrà essere ceduto, né a chi queste partecipazioni potranno essere vendute. Queste decisioni saranno prese “a tempo debito”, ha spiegato il ministero. A seguito delle dichiarazioni di Bruno Le Maire, la privatizzazione di ADP è la sola certezza. La cessione di tutte o parte delle azioni dello Stato in Engie, non sarà una privatizzazione, nel senso che Engie è già sottoposta a controllo privato. Lo Stato ne detiene non più del 24,5% del capitale. Riguardo FDJ, l’incognita sulla parte che cederà lo Stato, che ad oggi ne detiene il 72%, non permette di dire se si tratterà di una privatizzazione o meno, anche se molto probabilmente si tratterà di privatizzazione.

Invece, lo Stato non deterrà più del 50,6% di ADP, ogni cessione si tradurrà in una privatizzazione dell’ente gestore degli aeroporti di Parigi. Resta da sapere, quale parte sarà ceduta dallo Stato, ed in quale modo sarà ceduta. Ad inizio anno, Xavier Huillard, CEO di Vinci, aveva evocato la questione.

Lo Stato in effetti proporrà “una consultazione, che permetterà ad un solo azionista di assicurarsi il controllo su ADP”, o al contrario, preferirà “tagliare a piccoli pezzi il pacchetto azionario, per essere certo d’avere difronte a lui un gran numero di azionisti, e non un azionista in posizione maggioritaria?”, si era interrogato Xavier Huillard.  

Il precedente del 2013

L’osservazione non è insignificante. Essa faceva riferimento alla cessione nel luglio 2013 del 9,5% di partecipazioni statali in ADP, vendute in due blocchi del 4,7%, uno a Predica, filiale di Credit Agricole, l’altro a Vinci, che deteneva già il 3,3%, a condizione che i nuovi azionisti mantenessero il limite del 8% per 5 anni. Un modo di fare, che secondo una persona all’epoca vicino al dossier, mirava ad impedire a Vinci di prendere una posizione predominante in caso di privatizzazione di ADP. Ciò, con lo scopo di evitare di riprodurre lo scenario verificatosi durante la privatizzazione di ASF (Autoroute du sud de la France) nel 2005, quando nessuno si era interessato a Vinci, che aveva fatto man bassa, durante gli anni precedenti, di più del 21% del capitale. Senza concorrenza, Vinci aveva ben negoziato le condizioni di questa acquisizione con lo Stato.

Il disegno legge iniziale non prevedeva la cessione di parti sociali

L’esecutivo ha mantenuto il dubbio per qualche settimana sull’aspetto inerente l’introduzione o meno nella legge “Pacte”, delle disposizioni di legge inerenti la cessione di parti sociali di ADP, FDJ ed Engie.  Il disegno di legge inizialmente inviato al Consiglio di Stato dal Ministero dell’Economia non comprendeva così la parte considerata politicamente sensibile, delle privatizzazioni. Quest’ultima parte è stata infine inviata in questi giorni alla più alta giurisdizione amministrativa, che l’ha esaminata.

Queste cessioni, destinate a ricentrare il portafoglio pubblico in alcuni settori considerati essenziali, serviranno ad alimentare un fondo di 10 miliardi di euro per l’innovazione di rottura, promessa elettorale di Emmanuel Macron. Eppure, è curioso come queste cifre non tengano conto della vendita del 4,5% di Engie in settembre scorso, che aveva già permesso allo Stato di recuperare 1,5 miliardi di euro. L’obiettivo è “di recuperare dei mezzi economici per finanziare gli investimenti”, e “costruire il futuro dei francesi”, ha spiegato martedì Bruno Le Maire, durante un forum organizzato per la Confederazione delle piccole e medie imprese (CPME).

Secondo Bercy, sono state previste delle protezioni per assicurarsi che le privatizzazioni di Aeroporti di Parigi, di Engie, e della Française des jeux non mettano in pericolo gli interessi dello Stato. “L’influenza dello Stato può esercitarsi in altro modo, che attraverso la detenzione di capitali”, ovvero “attraverso una regolazione incrementata”, ha assicurato il ministero.

Giovanni D’Avanzo

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