Ultima ora

Economia

In primo piano

linea

Commercio estero francese : riduzione del disavanzo nel 2019

Chantiers de l’Atlantique: nuovo ordine di MSC da 2 miliardi di euro

Apple Pay si impone presso le banche francesi

Uomini & Imprese

intervista precendente

Bilancio sul turismo in Francia nel 2019

Nel quarto trimestre del 2019, il numero di pernottamenti, è aumentato leggermente nella Francia continentale (+ 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2018), a seguito di tre trimestri in cui la crescita era stata più sostenuta. Come nel [...]

Leggi di più

Una nuova battuta di arresto per le vendite di Champagne nel 2019

Da qualche anno i produttori di champagne esprimono la loro preoccupazione per il settore. In causa, la legge Egalim.  Un calo delle vendite in Francia accompagnato da una crescita molto lieve all’estero Le vendite mondiali di Champagne [...]

Leggi di più

La Francia prima in Europa per investimenti esteri

Nonostante un ambiente internazionale complesso e una competitività ancora fragile, la Francia continua a magnetizzare gli industriali stranieri. Si colloca addirittura al 1° posto in Europa per i siti produttivi di aziende con capitale [...]

Leggi di più

La capitalizzazione in borsa di LVMH supera i 200 miliardi di euro

Il gruppo di lusso, che ha appena acquisito il marchio di lusso Tiffany, ha aumentato il prezzo delle sue azioni di oltre il 50% dall’inizio dell’anno. LVMH prima società in termini di capitalizzazione del CAC40 LVMH continua la sua [...]

Leggi di più
intervista successiva

Novità dal mondo del lusso francese

Pubblicità

I più letti

Innovazione & Startup

Il settore dell’e-commerce ha generato un giro d’affari di 103,4 miliardi di euro nel 2019

Il commercio online vola Oltralpe e secondo la relazione presentata dalla Fevad (Fédération du e-commerce et de la vente à distance) al Ministero [...]

Leggi di più

La scale-up francese ManoMano chiude un nuovo round di investimenti di 125 milioni di euro

Una serie di investitori guidati dal fondo di Singapore Temasek hanno partecipato ad un nuovo round di investimenti per la famosa scale-up [...]

Leggi di più
citazione

Curiosità

Attualità dal Club Italia-Francia

Le ultime interviste

1 Novembre 2019

Olivier Delamarche

Leggi l’intervista

28 Agosto 2019

Éric Naulleau

Leggi l’intervista

28 Agosto 2019

Jean Birnbaum

Leggi l’intervista

Osservatorio Italia-Francia

La società italiana EdiliziAcrobatica acquista la francese ETAIR Méditerranée

Il gruppo Kiloutou acquista la società italiana Sticar

Morellato compra la catena retail francese Cleor

Video pubblicitari

Instagram

Twitter

La celebre casa di moda Sonia Rykiel, dopo la sottomissione ad amministrazione controllata, pronta al rilancio

L’emblematica casa di prêt-à-porter Sonia Rykiel, liquidata nello scorso
luglio, sarà rilanciata dai due fondatori del sito Showroomprivé, con
l’intenzione di “far risplendere” la marca, definita come “fiore all’occhiello del
patrimonio francese”. 

Rilancio tra diritto e comunicati aziendali

Causa mancanza di acquirenti, il Tribunale del Commercio di Parigi, aveva stabilito la liquidazione giudiziaria della marca del prêt-à-porter, in grandi difficoltà finanziarie, dopo la scomparsa della sua fondatrice, nel 2016. Dicembre corrente mese, il Tribunale del Commercio di Parigi ha deciso tra la ventina delle offerte in lizza, che avevano dimostrato il loro interesse per il recupero degli “attivi” rimanenti del marchio – ovvero, essenzialmente il suo nome, i suoi archivi e le sue rimanenze.

“Il Tribunale ha autorizzato la cessione degli attivi
della marca a profitto di Eric e Michael Dayan”, due dei quattro co-fondatori
(con David Dayan e Thierry Petit), del sito di e-commerce on-line
Showroomprivé, secondo un comunicato dei due imprenditori, pubblicato nel mese
di dicembre 2019.

“Forti del loro savoir-faire, e della loro perfetta
perizia nel settore della moda, delle marche e del digitale, i due fratelli
imprenditori dicono aver “come obiettivo di far risplendere la casa di moda
Sonia Rykiel in Francia come all’estero, essendo ancora tutt’oggi, un fiore
all’occhiello del patrimonio francese”.

“La casa di moda Sonia Rykiel, è di ritorno nel 2020, con
una nuova avventura per la marca e per i due imprenditori”, è indicato nel
comunicato, senza ulteriori precisazioni. Il prezzo dell’acquisto, anch’esso,
non è comunicato.

Nel 2018, la griffe di Saint-Germain-des Prés, fondata nel 1968, aveva registrato 35 milioni di euro di vendite, per una perdita netta di 30 milioni di euro.. Al momento del collocamento delle sue attività in amministrazione controllata, la firma di moda impiegava 131 lavoratori.

Secondo respiro 

I fratelli Dayan mettono in avanti “la loro solidità finanziaria e la loro perizia in questo settore, due valori che permetteranno loro di sviluppare e dare un secondo respiro alla marca”. Essi sottolineano anche, il fatto che la marca “avanguardista nella liberazione della donna, ritrova degli azionisti francesi”, e resta così “un fiore all’occhiello del patrimonio francese”.

Su di un piano prettamente strategico, Eric e Michael
Dayan, stimano che “questo riacquisto si inscrive nella continuità del loro
percorso imprenditoriale, due anni dopo aver lasciato la Direzione operativa
del sito”.

Showroomprivé, gruppo di destockage online, ha immagazzinato 672 milioni di euro di vendita nel 2018. Ha egualmente ridotto la sua perdita netta a 4,4 milioni di euro, rispetto il dato di -5,2 milioni di euro del 2017.

Da parte sua, la casa di moda Sonia Rykiel, celebre par
la sua maglia e righe colorate, s’appoggiava al momento della sua liquidazione,
su di una rete, in proprio, di sei boutique, così come di quattro “outlets”
(magazzini di stoccaggio), e realizzava poco più del 50% delle proprie vendite,
in Francia.

Nel 2012, quando era ancora alla testa di una delle
ultime case di moda ancora indipendenti in Francia, la creatrice di moda, Sonia
Rykiel, aveva deciso di cedere l’80% del capitale della società, al fondo
d’investimento cinese Fung Brands (divenuto poi First Heritage Brands), holding
della famiglia Fung di Hong Kong, diretta dal francese Jean-Marc Loubier.

Questo fondo, che possiede anche la marca di pelletteria di lusso Delvaux e del fornitore di calzature Clergerie – aveva raggiunto il 100% del capitale di Sonia Rykiel, inizio 2016. In sette anni, all’incirca 200 milioni di euro sono stati investiti nella marca Sonia Rykiel, da parte dei suoi azionisti.

Giovanni D’Avanzo

In Francia, l’ associazione I-Buycott muove una nuova azione in giustizia contro Amazon

L’associazione I-Buycott ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il gigante americano dell’e-commerce, con l’accusa – non nuova – di evasione fiscale.

In Francia, Amazon è costantemente sotto accusa

I cittadini francesi hanno deciso di attaccare nuovamente
Amazon con un escamotage giuridico tecnicamente perfetto. Grazie all’articolo
1240 del codice civile francese, l’associazione I-Buycott denuncia – e al tempo
stesso chiede al tribunale di riconoscere – la “perdita di
solidarietà” subita dai contribuenti francesi a causa delle politiche
fiscali poco trasparenti del gigante americano. Già lo scorso marzo,
l’associazione proponeva di boicottare la piattaforma di vendita online per
imporre ad Amazon “la fine dell’evasione fiscale, il pagamento delle somme
effettivamente dovute allo Stato francese e la totale trasparenza sul livello
dei risultati finanziari di Amazon in Francia e in Europa”. Secondo Levent
Acar, vicedirettore e co-fondatore dell’associazione, 6.500 persone hanno
risposto alla richiesta di boicottaggio.

Troppo potenti per rispondere 

L’appello è
rimasto senza risposta da parte di Jeff Bezos. È risaputo che il colosso
americano (protetto da Donald Trump in persona, che minaccia chiunque in Europa
osi  parlare di tasse GAFA) si consideri troppo forte per rispondere alle
azioni di questo tipo.

I-Buycott ha
quindi deciso di rincarare la dose avviando una vera e propria azione legale
nel 2020 avente come fondamento giuridico la classica azione in responsabilità
nel diritto francese: l’articolo 1240 del codice
civile risalente al 1804, stabilisce che “qualsiasi atto di un uomo che
arrechi danno ad altri, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a
risarcirlo”. Sarà Elisabeth Gelot, avvocato di Lione, a
sostenere la causa dell’associazione. 

I-Buycott
proverà a dimostrare “che l’ottimizzazione fiscale di Amazon tra il 2006 e
il 2014, stabilita dalla Commissione europea il 4 ottobre 2017, è dannosa per
tutti i contribuenti francesi ed europei”.

Amazon afferma di rispettare la legge (che non c’è) 

L’associazione invita tutti i contribuenti che desiderano a prendere parte a questa azione legale. 5 euro saranno richiesti come contributo per le spese legali mentre 200 euro per la “perdita di solidarietà” saranno richiesti per ciascun denunciante. In primo luogo, il sistema giuridico francese prevede la mediazione obbligatoria, per poi passare solo in un secondo momento alla vera e propria azione davanti alla corte. Secca la risposta del direttore generale di Amazon Francia Frédéric Duval che sostiene che Amazon abbia pagato fino all’ultimo centesimo delle tasse dovute in Francia, anche tra il 2006 e il 2014. “Non ci sono danni perché non c’è evasione fiscale. Rispettiamo la legge”, avrebbe affermato. Peccato che la questione fiscale per i GAFA nasca da un enorme vuoto giuridico europeo e nazionale. Facile rispettare la legge, quando non c’è. 

Daisy Boscolo Marchi

Nel 2019, le creazioni d’impresa hanno battuto un nuovo record

L’anno scorso, 815.000 nuove imprese sono nate in Francia, ha indicato
questo mercoledì l’Insee. Ogni tipo di creazione d’impresa è in rialzo. Il
successo dello statuto di “micro-entrepreneur”, ovviamente, non smentisce.

La voglia di “intraprendere” dei francesi, non viene
smentita. Il numero di imprese create, l’anno scorso, ha raggiunto un nuovo
record. Nel 2019, 815.000 imprese, hanno visto la luce, ovvero con un rialzo
del 18%, in rapporto all’anno precedente, ha indicato questo mercoledì,
l’Insee. Si tratta di 120.000 imprese in più, in un anno, di cui 80.000
micro-imprese. Nel dettaglio, “ogni tipo
di creazione d’impresa è in rialzo: le immatricolazioni di “micro-entrepreneur”
(+25,3%), le creazioni di imprese individuali classiche (+15,7%), e quelle di
società (+8,6%)”
, spiega l’Insee. Nell’industria, nell’immobiliare, il
sostegno alle imprese ed i servizi di pulizie, la progressione è
particolarmente forte, superiore od uguale al 20%.

Volontarismo ed “Uberizzazione”

Nel suo barometro annuale, il Consiglio nazionale dei
Cancellieri dei Tribunali del Commercio (CNGTC), vi vede “gli effetti positivi dell’“uberizzazione” dell’economia, associati a
delle politiche volontariste dello Stato
”. “Questa dinamicità, può esattamente spiegarsi, attraverso le misure
prese dal Governo francese, a favore della creazione di micro-imprese: revisione
al rialzo delle soglie massimali delle cifre d’affari annuali, per le
micro-imprese, ed adozione della Loi Pacte, con l’obiettivo di semplificare la
burocrazia amministrativa per gli imprenditori
”, indica l’Insee.

Le statistiche del CNGTC, che sono lievemente differenti
da quelle dell’Insee, dimostrano che il settore delle consegne a domicilio,
associato a piattaforme di distribuzioni di pasti, come Deliveroo, Uber Eats, o
ancora Just Eat, ha presentato, solo questo settore, 100.000 nuove
immatricolazioni l’anno passato, una cifra in rialzo del 48%, rispetto al 2018.

L’industria è stata stimolata nel 2019, dall’attività di produzione elettrica, attraverso nuove energie (eolica, solare…), in crescita del 45%, rispetto il 2018. Al contrario, il numero di nuove imprese inerenti il trasporto di persone, ovvero principalmente le VTC di tipo Uber, è in calo. Un’altra buona notizia, è che i fallimenti d’impresa, essi stessi, sono in ribasso nel 2019, nell’ordine del 4%.

Un sondaggio OpinionWay, realizzato in occasione del Salone
degli Imprenditori, che si terrà il 5 ed il 6 febbraio prossimi a Parigi,
mostra che il 29% dei francesi hanno “voglia
di riprendere o creare un’impresa
.
Il mondo imprenditoriale, seduce anche dei francesi, sempre più giovani: quasi
la metà dei diciottenni-trentaquattrenni, hanno voglia di creare un’impresa,
secondo quest’inchiesta.

Non tutto è rosa

Se, incontestabilmente, questo successo del mondo imprenditoriale è una bella notizia, tutto non è in rosa, eppure, presso gli imprenditori. Tre anni dopo la loro creazione, solo un grosso terzo di micro-imprese, sono ancora in attività. Ed il reddito medio, dei micro imprenditori attivi, non attingeva che a 470 € al mese, nel 2017, secondo l’Insee. Un terzo dei micro imprenditori sono già salariati, la loro attività indipendente fornisce allora loro, un reddito di complemento. Per alcuni, lo statuto di micro imprenditori è una porta per entrare nel mondo del lavoro, in mancanza di qualcosa di meglio.

Giovanni D’Avanzo

L’Élysée esporrà presso la propria sede, 101 prodotti “Fabriqué en France”

Il 18 e 19 gennaio 2020, il capo di Stato francese, aprirà le porte dei
suoi saloni ai visitatori, così come il suo giardino.

Quale migliore vetrina, se non l’Élysée, per promuovere
il “Fabriqué en France”? Per mettere in risalto, il savoir-faire delle regioni
francesi, il capo di Stato francese aprirà in grande, ai visitatori, i suoi
saloni ed addirittura il suo giardino, in data 18 e 19 gennaio 2020. Questo
prestigioso show-room repubblicano assicurerà, giusto il tempo di un week-end,
la promozione di 101 prodotti, ritenuti rappresentare il meglio della genialità
francese. Per prendere cura dei più suscettibili – ed è la ragione della scelta
del numero 101 – ogni dipartimento metropolitano e d’oltre-mare, sarà
rappresentato da un solo prodotto. Dei robot dediti al tessile, dei satelliti
ai prodotti agricoli, tutte le imprese nazionali, potranno candidarsi a questa
esposizione francese, che accoglierà anche, dei prodotti di uso quotidiano.
Occasione per ricordare anche, che la manifestazione ricrea dei posti di lavoro
in Francia (32.000 posti creati da metà 2017).

Quest’operazione avrà inoltre, un messaggio ambientalista. Acquistando francese, il cliente farà “coup double”. Non solamente sosterrà l’impiego nazionale, ma inoltre, ridurrà l’impronta carbone dei suoi acquisti. I candidati potranno apporre la domanda ai prefetti di regione i quali, tramite i consigli regionali, le camere consolari ed i ripetitori economici locali, selezioneranno tre prodotti per dipartimento. Poi, in seguito, un comitato presieduto dalla Segretaria di Stato Agnès Pannier-Runacher, reciderà. Il tutto non sarà così semplice: la scelta di una sola auto elettrica, rischia di creare delle tensioni, tra le marche transalpine.

Giovanni D’Avanzo

Bilancio sul turismo in Francia nel 2019

Nel quarto trimestre del 2019, il numero di pernottamenti, è aumentato leggermente nella Francia continentale (+ 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2018), a seguito di tre trimestri in cui la crescita era stata più sostenuta. Come nel trimestre precedente, la crescita è stata trainata dai turisti residenti in Francia (+ 2,7%) mentre la presenza dei non residenti è diminuita (-3,8%).

Negli hotel, la presenza di non residenti diminuisce drasticamente

Secondo l’Insee, nel quarto trimestre 2019
i pernottamenti nel settore alberghiero sono aumentati dell’1,0% su base annua,
dopo il + 0,4% registrato nel trimestre precedente. I clienti residenti in
Francia sono in aumento (+ 3,9%), ma tale aumento non riesce a compensare il
calo dei turisti stranieri (-4,7%). Altro dato interessante è che gli hotel di
fascia alta (3, 4 o 5 stelle) registrano un andamento piuttosto positivo: il
numero di pernottamenti è in aumento, anche grazie alla frequentazione dei
clienti residenti in Francia (+ 6,7%). Anche i non residenti scelgono gli hotel
a 4 e 5 stelle, mentre è calata bruscamente la frequentazione degli hotel di
fascia bassa (1 o 2 stelle). La partecipazione turistica registra
sorprendentemente un calo nell’Île-de-France (-0,9%): il calo dei turisti
stranieri è particolarmente marcato (-4,9%), mentre è in aumento la presenza
nella capitale di turisti francesi (+ 3,8%). 

L’attività turistica in crescita anche a dicembre

Dopo la diminuzione della frequentazione turistica registrata nel mese di ottobre rispetto all’anno precedente, l’attività è aumentata a novembre e dicembre rispetto agli stessi mesi del 2018, segnati dalle manifestazioni dei gilets jaunes. L’aumento della clientela francese in questi due mesi consente di compensare la minore presenza di turisti stranieri (cosa che invece non succede se consideriamo i dati su base annua).

Daisy Boscolo Marchi

Marcolin conquista Adidas, BMW e LVMH

Il gruppo italiano Marcolin, produttore di occhiali di lusso, ha moltiplicato le licenze negli ultimi mesi per aumentare le vendite. Oltre ad Adidas, ha firmato un accordo per la progettazione e produzione di telai con OMEGA, Longines e BMW. Il gruppo vuole bilanciare il proprio portafoglio con marchi più legati alla moda e allo sport.

Da Adidas, OMEGA e Longines, per finire a BMW

Da giugno il designer italiano di occhiali Marcolin ha
moltiplicato gli accordi di licenza per la creazione di montature. Più recente,
quello con il produttore tedesco di auto e moto presentato a fine novembre.
Copre il design, la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e
montature in tutto il mondo per un periodo di 5 anni per i marchi BMW, BMW M e
BMW M Motorsport.I primi modelli saranno lanciati a gennaio 2020. Stessa data
prevista per il lancio dei modelli OMEGA e Longines, due marchi di orologi del
gruppo Swatch, il numero uno al mondo nel settore dell’orologeria. 

Un mercato dinamico ma in forte cambiamento 

Per il gruppo italiano considerato il quarto produttore nel settore dell’ottica al mondo dopo Luxottica, Safilo e Marchon, queste partnership sono decisive per continuare a crescere. Nel 2018 il suo fatturato ha raggiunto i 482 milioni di euro (+ 3%). Il mercato cambia molto velocemente, ed  necessario sapersi adattare:  Luxottica si è fusa con Essilor per formare un campione del mondo. Gruppi di lusso, come LVMH e Kering, hanno deciso di internalizzare questa attività, finora affidata a specialisti del settore tramite licenze. In questo contesto, Marcolin è stata scelta da LVMH per creare una joint venture nel 2017, (Thelios) posseduta al 51% dal colosso dei beni di lusso. 

Daisy Boscolo Marchi

La Francia prima in Europa per investimenti esteri

Nonostante un ambiente internazionale
complesso e una competitività ancora fragile, la Francia continua a
magnetizzare gli industriali stranieri. Si colloca addirittura al 1° posto in
Europa per i siti produttivi di aziende con capitale straniero, davanti alla
Germania. 

La Francia continua a beneficiare della fiducia degli industriali stranieri 

Secondo la nuova analisi del barometro dell’attrattiva
industriale di Ernst & Young, la Francia ha mantenuto il 1 ° posto europeo per i
siti produttivi di aziende con capitale straniero, con 339 progetti di impianto
ed estensione, davanti a Turchia (203) e Germania (152). E questo, mentre il
Regno Unito, che ha risentito della pericolosità della Brexit dal 2016, ha
visto il numero dei suoi investimenti industriali diretti esteri (IDE)
diminuire del 35% tra il 2017 e il 2018. I settori trainanti restano
quello aeronautico, navale e alimentare, che tendono poi a produrre un
“effetto gravitazionale”, anche su altri settori. 

La Brexit: elemento positivo per gli investimenti in Francia

Le tensioni
commerciali e le tentazioni protezionistiche in Europa e nel mondo pesano sulle
intenzioni di investimento, sui consumi e sulla produzione industriale in tutto
il mondo. La Francia, che ha affermato di voler proteggere le sue entrate
fiscali e la sua proprietà intellettuale in alcuni settori dominati dai GAFA, è
stata particolarmente colpita dai dazi utilizzati come misura di ritorsione da
parte degli Stati Uniti. Se anche il clima europeo è incerto, per il momento
sembra che la Brexit sia stato un elemento positivo per gli investimenti esteri
in Francia. Ma la vera analisi potrà essere fatta solo a inizio 2021. 

Molti investimenti, ma una crescita ancora lenta

La Francia non è ancora riuscita a tornare al tasso di crescita industriale prima della crisi del 2008-2009 (+ 0,1% nel 2018 rispetto al + 2,6% nel 2007). Ancora più preoccupante, questa crescita è stata molto volatile negli ultimi dieci anni, riflettendo le difficoltà del settore manifatturiero oltralpe di adattarsi alla concorrenza e alle innovazioni tecnologiche.

Daisy Boscolo Marchi

La scale-up francese ManoMano chiude un nuovo round di investimenti di 125 milioni di euro

Una serie di investitori guidati dal fondo di Singapore Temasek hanno partecipato ad un nuovo round di investimenti per la famosa scale-up francese che si occupa di fai-da-te, giardinaggio e arredo online. Tra gli investitori: General Atlantic, Eurazeo, Piton Capital, Bpifrance (attraverso il suo fondo Large Venture) e Kismet Holdings.

ManoMano
ha ottenuto in totale finanziamenti per circa 311 milioni di euro in sei
anni. L’obiettivo per la scale-up transalpina è ad oggi quello di consolidare la sua
presenza in Europa, puntando sull’ampliamento dell’offerta e dei servizi, non
solo B2C, ma anche B2B. Grazie al round di finanziamento da 110 milioni
del 2019, ManoMano ha registrato una crescita del 50% e generato
un fatturato globale di 620 milioni di euro. 

Italia: secondo mercato per ManoMano

ManoMano è presente in Italia dal 2015 e il Bel Paese si attesta come il secondo mercato per la marketplace francese, con una crescita del 77% e 65 milioni di fatturato. Sempre in Italia, nel 2019 ManoMano ha assunto 200 collaboratori per arrivare ad un totale di 420 dipendenti e nel 2020 saranno aperte oltre 200 nuove posizioni. La scale-up però promette di investire anche nella logistica in Italia: dovrebbe svilupparsi anche in Italia – proprio tra il 2020 e il 2021 – il servizio Mano Fullfillment. Ispirato dal servizio logistico di Amazon (FBA- Fullfillment by Amazon) questo servizio  accompagna i venditori ad affacciarsi a nuovi mercati di sviluppo. 

Daisy Boscolo Marchi

float